PREMESSA

 

La pubblicazione, nel 1989, del primo volume del Catalogo Generale Ragionato delle Opere Futuriste, curato dal Maurizio Scudiero, ha dato l'avvio alla definitiva consacrazione critica e mercantile dell'artista che sino ad allora era conosciuto solo tra gli addetti ai lavori più attenti.

La veicolazione del volume presso storici dell'arte, critici e musei nazionali ed internazionali ha in seguito prodotto un'ulteriore salto di qualità nel credito critico dell'artista che ha iniziato ad essere incluso nelle più esclusive rassegne internazionali: dal Centre Pompidou, a Parigi, al Museo di Arte Moderna di Tokyo, solo per citare i più famosi.

Questa ulteriore notorietà ha inoltre aperto la strada a nuovi ritrovamenti di opere che l'artista aveva via via disperso o abbandonato per l'Italia e l'Europa. Del resto l'entità delle opere schedate nel primo volume a fronte dei lunghi anni di militanza futurista aveva già posto il problema di queste opere disperse.

Nel 1996, proprio per fornire un ulteriore contributo di conoscenza sull'artista e meglio inquadrare la sua vicenda artistica alla luce dei numerosi ritrovamenti in area padovana, dove aveva vissuto per qualche anno nel corso della prima guerra ,mondiale (dunque in un periodo fecondissimo per la sua arte), ai quali si sono aggiunte molte altre opere provenienti dal fondo Filippo Schettini, di Milano, da collezioni toscane e svizzere, è stato pubblicato il secondo volume del Catalogo Generale Ragionato delle Opere Futuriste, che ha aperto uno "squarcio" sull'attività giovanile dell'artista, ovvero sul periodo dell'immediata adesione al futurismo quando, diligentemente e nell'intento di giungere ad una propria cifra stilistica, si applicò allo studio dei "maestri" (del futurismo): Carrà e Boccioni in particolare.

Con la pubblicazione del secondo volume il quadro critico dell'artista si è andato dunque precisando e chiarendo in modo inequivocabile in quanto quelle opere giovanili, di studio dei maestri del futurismo, hanno risolto quello che era un interrogativo di fondo che era stato posto sin da subito nel primo volume del catalogo ragionato, e cioè quello dell'apparizione, di punto in bianco, di un'opera futurista di altissima qualità, cioè già ben definita sia nella cifra stilistica (tipicamente "baldessariana"), sia nella tecnica pittorica, qual è appunto "Donna + finestra", del 1916, che nel primo volume del catalogo generale appare essere la prima opera pittorica futurista dell'artista. In altri termini quest'opera comportava l'esistenza di un percorso "a monte", cioè l'avvicinamento "per tappe" alla definizione di uno stile proprio dell'artista, che certo non avrebbe potuto configurarsi nell'immediatezza della sua adesione al futurismo che all'inizio, per Baldessari come per molti giovani di allora, fu essenziualmente un adesione "ideale", di intenti, di sentimento, ma alla quale avrebbe poi dovuto seguire la definizione di uno stile, il quale oltre che essere futurista sarebbe dovuto anche essere del tutto "personale".

Negli anni seguiti alla pubblicazione del secondo volume del Catalogo generale ragionato delle opere futuriste, si sono via via intensificate le segnalazioni di sue opere futuriste, ma anche figurative, molte delle quali provenienti dall'area svizzero-tedesca, area dalla quale ci si aspettano in futuro i ritrovamenti più consistenti, proprio perché è stata sino ad oggi la meno indagata.

Inoltre, la richiesta di uno strumento di indagine più attenta che fosse cioè più "tempestivo" nella schedatura delle opere che non lo strumento a stampa il quale, specie nel caso di Baldessari che si trova in una situazione in continuo divenire, ha indotto gli EREDI BALDESSARI ad avviare la schedatura generale delle opere di R.M. IRAS BALDESSARI in modo tale da fornire un valido appoggio informativo ad istituzioni,  studiosi e collezionisti.

Nel momento in cui la situazione dei ritrovamenti e delle ricerche sarà giunta ad una quota "fisiologica" ad ogni catalogazione generale, tutte le opere dell'artista, sia del primo che del secondo volume che dell'archiviazione generale, confluiranno nell'edizione definitiva del

CATALOGO GENERALE RAGIONATO DELLE OPERE FUTURISTE

curato, così come i volumi precedenti, da Maurizio Scudiero,

il quale sarà così suddiviso:

         

PIANO DELL'OPERA

Le opere dell'artista saranno suddivise in 6 ambiti di schedatura e cioè:

Dipinti ad olio

Pastelli

Collage

Plastica

Disegni

Incisioni

Per informazioni sulle modalità di catalogazione scrivere a:

catalogo@baldessari-iras.it